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INTRODUZIONE   Prima di accingermi a scrivere questo breve ricordo di Don Claudio, mi sono posto una serie di domande sia di carattere metodologico sia di tipo sostanziale: mi sono, infatti, chiesto se l’esercizio del ricordo sia sempre un’azione eticamente appropriata o se sia, invece, un tentativo strumentale di caratterizzarla per uno o più aspetti che in realtà interessano solo all’autore. L’esercizio del ricordo può trarre origine dalla rivisitazione di vicende realmente condivise, dalla narrazione di sfaccettature composite e durature o evanescenti e sfuggevoli della personalità del soggetto e – perché no – dalla sublimazione dell’insegnamento che il suo vissuto ha saputo trasmettere. Il ricordo, quindi, come occasione di cogliere l’emozione della vita, rinnovata nella memoria e nel cuore. Questo scritto non è, dunque, una biografia quanto, piuttosto, il tentativo di far conoscere il messaggio di Don Claudio perché la narrazione, pur con tratti a volte magari imprecisi, vorrebbe raccontare…
Da tempo Via Feltre ed alcune vie contermini presentano una serie di problematiche tra le quali per importanza si segnalano: -         2 rotonde (Piazzale Marconi e incrocio Via dei Dendrofori/Via Feltre) che aspettano da oltre dieci anni la necessaria e definitiva sistemazione (oltre alla altre presenti in città) per dare decoro agli ingressi principali della città; -                 2 marciapiedi in situazione di forte ammaloramento che in alcuni punti sono addirittura pericolosi per il passaggio dei pedoni. Al riguardo si rappresenta che quello a sud, in assoluto il più percorso, è stato oggetto di un modesto intervento di rifacimento di meno di 70 mt. lineari che rappresentano il 4% (dicasi quattro per cento) degli interventi che sarebbe necessario effettuare per la complessiva manutenzione dei marciapiedi di Via Feltre); -          un tratto di marciapiede a raso molto pericoloso in corrispondenza del ex…
Il Comune di Belluno dia immediate certezze alla neo costituita squadra “Dolomiti Bellunesi” ferma ancor prima di partire per l’inagibilità di una tribuna del Polisportivo di Belluno. Premesso che il sottoscritto ha valutato con grande entusiasmo la fusione del Belluno, dell’Union Feltre e del San Giorgio Sedico, segno evidente quanto tangibile che lo sport ogni tanto sa fare cose che la politica non riesce neppure a concepire (fondersi e unirsi per essere più forte, esserci con un maggiore peso specifico anche per rappresentare al meglio tutto il nostro territorio, avere un rigurgito di sano orgoglio anche per credere in progettualità ambiziose e coltivare sogni possibili) e che questo progetto di medio e lungo periodo potrà offrire a sportivi e alle comunità locali importanti sorprese; preso atto che gli accordi intervenuti erano evidenti sin dall’inizio, ovvero che la squadra giocasse le partite c.d. casalinghe al Polispostivo di Belluno; appreso dagli organi…
Qualche giorno addietro ho vissuto un pomeriggio oltremodo emozionante, nel corso del quale il Prefetto di Belluno, che desidero ringraziare pubblicamente, mi ha consegnato il diploma dell'Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana (a sua volta conferitami dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri), per la mia attività quasi trentennale nel Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e, in modo particolare, per l’attività normativa e legislativa prodotta nel medio periodo a livello nazionale e locale. Se continuassi a parlare solo di me… sarebbe un inutile e goffo “rigonfiamento di petto”, nulla di più. Come è corretto che sia, invece, vorrei parlare dei veri artefici silenziosi che stanno dietro a questa onorificenza. Desidero, dunque, dedicare questa giornata e i suoi simboli alla mia famiglia: ad Antonella, la mia compagna, e a mia figlia Caterina. Senza il tempo, davvero tanto tempo, che ho loro sottratto non…
Mi sono vaccinato per motivazioni e ragioni evidenti che magari tutti non possono o vogliono comprendere. Non chiedo, infatti, di essere compreso, ma non chiedetemi di comprendere le vostre motivazioni e le vostre ragioni, perché non riesco davvero a farlo, va oltre le mie modeste capacità. Ho imparato a rispettare da sempre le minoranze perché necessarie ed assolutamente complementari alle maggioranze, oltre che estremamente utili in ogni processo e necessarie nella dialettica della democrazia vera ed attuata. Ma questa volta non ci sto. Non ci sto ad esaltare e prendere lezioni da una minoranza che pensa di essere invece maggioranza, arrogante maggioranza, talvolta. Non ci sto, dunque, a diventare vaccinato “in minoranza” per un manipolo di laureati su feisbuk, per agitatori seriali, per facinorosi e complottisti, per soggetti che potrebbero svenire alla semplice lettura della posologia del “toradol”. Non ci sto e basta. Non ci sto, infatti, a ritornare al…
L’idea della Ferrata della Memoria nasce a Mestre, nel 2005, di ritorno da un incontro in Regione Veneto tenutosi con CAI e AGAI, quando ebbi modo di porre un quesito all’allora Presidente delle Guide circa la realizzazione di nuove ferrate Gli chiesi, infatti, in quell’occasione “come mai, al posto di privilegiare percorsi di bassa e bassissima quota sullo stile franco-svizzero, poco impattanti e dal notevole e certo appeal turistico/professionale, oltre alla messa in sicurezza di tutti gli itinerari esistenti con identiche metodiche e parametri manutentivi, si continuasse, in alcuni casi, a preferire antistorici ed impattanti nuovi itinerari” sulle cime delle Dolomiti.    La risposa venne data attraverso un’ulteriore domanda “fammi un esempio preciso su cosa intendi?”, alla quale replicai – lo ricordo come fosse ora - “perché non fate una ferrata nella gola del Vaiont che leghi la comunità di Longarone con quella di Erto e Casso, una sorta di filo d’acciaio che unisca ancor più la parte alta e quella bassa?” Successivamente, l’aver visto un…
OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta e orale circa lo stato manutentivo di uno dei simboli per eccellenza della Città di Belluno: il Ponte della Vittoria su La Piave.  http://www.fabiobristotrufus.it/c78922cb-fcc8-4782-9240-e438449a85ab" > Il sottoscritto Consigliere Comunale, premesso che già in altre occasioni ho avuto modo di porre in evidenza lo stato complessivo in cui si trovano alcuni dei ponti presenti nel territorio del Comune di Belluno con riferimento, ad esempio,  -       al Ponte sul Rio Reju, chiuso da tempo immemorabile e che spezza il collegamento diretto con il Castionese e, viceversa, dallo stesso verso Ponte nelle Alpi (nda: nel dicembre 2018 l’Assessore Giannone parlando dell’assegnazione dell’incarico progettuale ne parlava come cosa fatta da li a pochi mesi… siamo già a due anni e mezzo dopo!!); -       al Ponte sul Rio Veneggia, le cui spallette non a norma (sia per altezza sia e soprattutto per il materiale e i componenti e la tecnica realizzativa usata) e i…
Due anni fa moriva mio suocero, Mario. Sotto questa diga ha svolto per anni il suo lavoro oculato e preciso, meticoloso e complesso al contempo, silenzioso e privo di quei roboanti e vacui annunci giornalieri, oggi diversamente in voga. Un lavoro determinato e perseverante contro “il” sistema, senza mai flettere il capo, per cercare di ridare giustizia/dignità a chi quella dignità la perse la notte del 9 ottobre 1963. Mio zio Romano, operaio della SADE, non tornó a casa quella notte, non venne mai più trovato, perso nel vento. Pensare, però, oggi di aver potuto conoscere e condividere la memoria viva di chi scrisse pagine importanti per le nostre comunità e per il Paese intero, è un po’ farlo tornare a casa ogni sera.            Fabio Bristot - Rufus    
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Giovedì, 09 Dicembre 2021