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Articoli filtrati per data: Settembre 2020

OGGETTO: modalità uso dei velox, deterrenza o cassa, prevenzione o mero cash? Perché i velox nei pressi delle scuole non vengono attivati negli orari di ingresso/uscita dei bambini/ragazzi nelle scuole?

 

Premesso che l’uso degli autovelox fissi/mobili è diventato, lo si voglia ammettere oppure negare o misconoscere, anche una modalità per fare cassa, tanto che spesso rappresenta un’integrazione importante alle complessive entrate correnti dei Comuni (nell’ultimo quinquennio si stima che in alcune aree del nostro Paese vi siano stati aumenti addirittura del + 35% derivate da sanzioni derivate dall’applicazione del Codice della Strada);

valutato a titolo personale che gli autovelox possono essere, qualora posizionati in zone ad elevata incidenza di sinistri e/o in zone dove l’elevata residenzialità o dove vi sia la presenza di siti sensibili come scuole e asili, strumento importante per la prevenzione di incidenti (vale ad esempio questo ragionamento per il nuovo velox posizionato a Levego);

ricordato che il Comune di Belluno non ha incassato nell’ultimo quinquennio una cifra assolutamente ragguardevole dal gettito derivato delle sanzioni previste in applicazione del C.d.S. in quanto non pagate dai trasgressori, stante il fatto che il Comune di Belluno non ha mai effettuato la così detta riscossione coattiva come avviene ad esempio nelle realtà contermini;

ribadito che il Comune di Belluno dovrebbe comunque investire ex lege almeno il 50% del gettito derivato dalle sanzioni C.d.S. per il potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale (con il bilancio preventivo 2020 approvato a dicembre solo nel mese di settembre, ad esempio, è stata fatta parzialmente la segnaletica orizzontale), alla redazione dei piani urbani del traffico e dei piani del traffico per la viabilità extraurbana di cui all’art. 36 dello stesso codice della strada, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di competenza, alla realizzazione di interventi relativi alla mobilità ciclistica e, infine, in misura non inferiore al 10% della predetta quota ad interventi per la sicurezza stradale in particolare a tutela degli utenti deboli: bambini, anziani, disabili pedoni e ciclisti;

rilevato che sarebbe importante avere l’elenco degli interventi effettuati nel medio periodo con esclusive risorse da quel capitolo di entrata proveniente e che non siano già interventi di carattere ordinario che, come tali, non possono rientrare nel novero degli interventi prima declinati;

considerata anche l’esistenza di tre autovelox realizzati nei pressi della Scuola elementare di Bolzano Bellunese (Via Bolzano), della Scuola Media di Castion (Via San Cipriano) e della scuola Elementare di Chiesurazza (Via Agordo) posti a salvaguardia dei nostri ragazzi e, in genere, della popolazione più debole, che sembrerebbero essere stati attivati assai di rado, forse mai, come più volte mi è stato ricordato da alcuni genitori delle zone considerate.

 

Tutto ciò premesso,

 

si chiede gentilmente di conoscere quale sia il complessivo gettito derivato dalle sanzioni ex C.d.S. equale la percentuale derivata dalle sanzioni dei soli autovelox nell’ultimo triennio; 

si chiede gentilmente di conoscere, limitatamente a quelli sopra indicati (Castion, Bolzano Bellunese e Chiesurazza) quante volte gli siano stati attivati (numero su base annua dell’ultimo triennio), in quali fasce orarie, quante contravvenzioni siano state comminate e quale sia stato il gettito prodotto sino ad ora dagli stessi, oltre al costo complessivo delle tre postazioni;

si chiede, infine, di conoscere quali direttive la Giunta, ovvero l’Assessore delegato (non si è mai capito chi sia in realtà) stia pensando di attuare considerato l’imminente licenziamento del Decreto che modificherà in modo importante la possibilità di utilizzare autovelox anche in altre strade rispetto a quanto sia attualmente possibile fare e quali azioni l’Amministrazione Comunale intenda perseguire per le finalità legate alla viabilità e mobilità della città di Belluno.

Belluno, 28 settembre 2020  

Pubblicato in Blog


Lette le dichiarazioni di Massaro, tra le quali spiccano per poca onestà intellettuale quelle secondo le quali non sarebbe "competenza del Comune di Belluno occuparsi di turismo e impianti a fune in quanto competenze regionali", trovo a dir poco scandalosa questa posizione che ancora una volta non riesce a dire “abbiamo sbagliato e abbiamo sbagliato molto. Anzi ho sbagliato tutto da solo incapace di ascoltare!!”


Rimango, quindi, senza parole rispetto alla dimostrata incapacità di governare processi complessi, ma strategici per l’intera città rispetto ai quali non si possono accampare scuse di sorta. Ci sono stati 8 anni di tempo per disegnare il Nevegal, 8 anni di tempo per progettare il nuovo Nevegal, 8 anni per trovare partnership pubbliche e private come ovunque viene fatto, 8 anni per finalizzare l’idea politico e programmatica per la quale Massaro ha governato questa nostra città di Belluno.
Invece, disimpegno e superficialità grossolane, ma anche - mi sia permesso - ignoranza profonda delle criticità esistenti e mancanza di qualsiasi umiltà nell’ascolto, hanno determinato nel tempo una serie di annunci sconfessati poi dai fatti inesistenti seguiti.

E' opportuno allora ricordare che dopo il periodo del fallimento della Sis, che connotò il periodo più buio del Nevegal, con le Giunte Bressa prima con la seggiovia, Fistarol e De Col poi e, infine, Prade, ci sono state con opere comunque importanti che hanno dimostrato una qualche concretezza e certa fattività. C’è stato un esborso di risorse assolutamente significativo, anche se va riconosciuto non sempre corrispondente ad un piano organico di medio e lungo periodo di investimenti e, soprattutto, senza aver avuto un interlocutore privato in grado di offrire una continuità reale e strutturata. 
Piace allora ricordare e posso permettermi di dirlo che, da Assessore, si completava l’intervento dell’illuminazione della Coca Bassa (progetto seguito inizialmente dall’assessore Ingrosso) e realizzato con la Nis, grazie anche alla solerzia di Gianpaolo Bortot, allora vice presidente della società, l’obiettivo programmatico per addurre l’acqua in Nevegal attraverso un investimento di tipo strutturale (quello che oggi il Comune non è in grado né di pensare né di fare) e cioè un’opera che attraverso delle stazioni di pompaggio realizzate all’Anta, San Mamante e Col de Gou sollevavano e sollevano tutt’ora l’acqua dalle falde della Piave alla vasca di Col dei Pez. Con quell'intervento si risolveva, da una parte l’annosa questione dell’approviggionamento idrico di tipo civile (nda: spesso nel periodo estivo c’era il problema dei rubinetti secchi), dall’altra si garantiva con un buon numero di litri al secondo la possibilità di avere un bacino dove stoccare l’acqua con quantità di rilievo e sufficiente a garantire l’innevamento programmato dei primi giorni. Quando si parla di opere strutturali a questo ci cui riferisce non alle piastre per i pic sic di Giannone in piazzale!!!! Sono però passati 20 anni senza che altro sia stato aggiunto.

Senza scuse o, nella peggiore delle ipotesi, anche qualche frase che suona quanto meno non vera pronunciata da Massaro, senza le alchimie societarie che vengono solo dopo le scelte politiche, serve avere dunque un piano industriale modulare, che consideri cioè le priorità inderogabili degli interventi a cui, in un momento successivo, si aggiungono azioni coordinate di sviluppo in una cornice rigorosa di sostenibilità economico-finanziaria. 
Tra questi interventi, prioritaria diventa allora la realizzazione di un bacino o di un invaso che, attraverso l’intervento di sollevamento prima richiamato, garantisca l’innevamento programmato da farsi in pochissimi giorni in quella parte di demanio scibile che garantisce il pareggio o ricavi immediati. Innevamento che deve esser fatto con solerzia quando le condizioni climatiche lo permettono, senza aspettare decine di giorni per avere forse mezza pista innevata. Senza questa opera, è dimostrato ormai da anni, non si va da nessuna parte e ci si limita solo danzare perché nevichi.
Ma questo intervento poteva essere già predisposto in 8 anni senza aspettare il disastro odierno, bastava credere nel Nevegal e non bofonchiare frasi stentoree sempre al futuro: qua servono verbi coniugati al presente.

Ciò detto, per sgombrare il campo ad equivoci, dico anche non credo affatto al Comune imprenditore, in quanto altri lo sanno e lo devono sapere fare meglio. Credo però ad un Ente locale intelligente che sappia creare condizioni di sviluppo reale e determinare investimenti strutturali (nda: non il pagamento corrente di ski pass che non produce nessuna virtuosità ma solo dipendenza). Questo mi aspettavo. Ora, certamente sempre troppo tardi visti gli 8 anni persi sino ad ora, sarà dura riprendere una qualsiasi azione rivolta a invertire questo trend.

Concludo, ricordando che di questa situazione non gioisco affatto, ma ne sono profondamente amareggiato al pari di quanti ancora credono nel Nevegàl come risorsa e non come un peso. Io ci credo ancora, ma ora servono persone competenti non improvvisazione dell’ultima ora… anzi degli ultimi 8 anni. 
Chiedere, infine, che il Sindaco riferisca al prossimo Consiglio Comunale di lunedì 28 settembre con una relazione dettagliata che illustri lo stato del cose, ritengo che sia doverso. Spero che il Sindaco arrivi con una relazione degna di questo nome e… non con un pizzino pasticciato scritto a penna, come accadde quando venne annunciata l’imminente apertura della seggiovia…
Questo lo deve alla città tutta.

Fabio Bristot - Rufus
Consigliere Comunale di Belluno
Pubblicato in Blog

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